LA PERCEZIONE DEL DOLORE NELLA PATOLOGIA NEOPLASTICA

S.I.T. Società Italiana Tumori-Atti Congresso Nazionale

14 ottobre 2004

Dott.ssa Ferrara Amelia

Lo studio è basato sull’applicazione di tecniche di psicoterapia ad indirizzo sistemico-relazionale, per la valutazione dell’esperienza soggettiva di dolore nelle sue dimensioni: sensoriale-discriminativa; motivazionale affettiva; cognitivo valutativa.

il campione comprende 30 pazienti affetti da dolore oncologico a cui è stato sottoposto il MGPQ e che nella fase di raccolta dei dati hanno ottenuto un punteggio più alto nella sottoclasse sensoriale discriminativa. il gruppo sperimentale, costituito da 15 pazienti è stato sottoposto a trattamento farmacologico e psicoterapeutico con sedute individuali settimanali, familiari quindicinali, di gruppo mensilmente. Il gruppo di controllo è costituito da 15 pazienti sottoposti al solo trattamento farmacologico. Dal re-test dopo un anno di trattamento di psicoterapia, nel gruppo sperimentale si è evidenziata una maggiore riduzione degli indici di valutazione del dolore nelle sottoclassi sensoriali rispetto al gruppo di controllo. Questo significa che il gruppo sottoposto a psicoterapia, rispetto al gruppo che aveva fatto uso del solo farmaco analgesico, ha mostrato una ridotta sensibilità al dolore con un maggiore adattamento al dolore e ha permesso alla famiglia l’adozione di modalità comportamentali più adeguate rispetto alla malattia fonte di dolore.

VALUTAZIONE DELLA RABBIA IN UN CAMPIONE DI 133 PAZIENTI ALCOLISTI

Dicembre 2007

Della Noce Veronica – Ferrara Amelia

Franco Angeli Salute e Prevenzione

L’alcolismo è un fenomeno che si verifica in una percentuale di consumatori di alcolici ed è caratterizzato dall’impossibilità di astenersi dall’assumere alcol. In altre parole, una persona si trova ad essere schiava dell’alcol e a non poterne più controllare il consumo.

L’alcolismo nel nostro paese, come nel resto del mondo, è un fenomeno molto diffuso.

Dai colloqui clinici con pazienti alcolisti, emerge spesso una difficile gestione dei sentimenti di rabbia. Come per i soggetti che abusano di droghe, gli alcolisti, potrebbero presentare caratteristiche caratteriali correlate all’aggressività e alla tendenza ad agire in stati emotivi. Su questa base si è approntato un disegno che cercasse di rendere il dato oggettivo.

La ricerca presenta i risultati preliminari di uno studio controllato mediante un inventario che esplora le diverse espressioni della rabbia (STAXI) su 133 pazienti affetti da alcolismo.

La rabbia è un concetto che si riferisce ad uno stato emotivo variabile di intensità che può andare da un semplice stato di fastidio, fino a sentimenti d’ira o a stati di furia. Nello sviluppo di comportamenti aggressivi, l’emozione della rabbia è presente come una condizione necessaria, ma non di per sé sufficiente a spiegarli.

Lo studio sembra confermare un nesso significativo tra abuso di sostanze e difficoltà nell’area di funzionamento della gestione dei sentimenti e delle spinte pulsionali e aggressive con tendenza ad agire in stati emotivi. Pertanto l’alcol potrebbe modificare la capacità dell’individuo di contenere i propri impulsi e stati emotivi.

IL PIACERE DELLA SCOPERTA: ELEMENTI INATTESI NELLA RICERCA IN PSICOTERAPIA INFANTILE

Congresso nazionale SIPPR – 25 settembre 2008

Dott.ssa Ferrara Amelia

Lo studio è focalizzato sull’osservazione in prima seduta con bambini di età compresa tra i 3 e 5 anni e i loro genitori e la corrispondenza tra le definizioni di tutti i partecipanti al problema espresso dal bambino, il sintomo.

Il risultato è stato che, indipendentemente dalle spiegazioni dei genitori si è evidenziata una particolare comprensione del bambino del contesto terapeutico, della motivazione della richiesta e alla definizione del problema. Pertanto le paure che i genitori spesso evidenziano rispetto all’idea di portare il proprio figlio in psicoterapia, risultano infondate, in quanto il bambino sembra accettare molto meglio l’idea di essere aiutato e di partecipare ad una seduta di terapia di quanto lo possano essere gli adulti di riferimento.

STUDIO SULLE RECIDIVE NELLA DIPENDENZA ALCOLICA E I LIVELLI DI PERCEZIONE

Franco Angeli Salute e Prevenzione

Novembre 2008

Della Noce Veronica – Ferrara Amelia

L’atteggiamento nei confronti della malattia, viene definito come “la modalità con cui gli individui reagiscono agli aspetti del proprio funzionamento che essi valutano in termini di salute e malattia”.

Un comportamento abnorme nei confronti della malattia, la persistenza di un modo di percepire, valutare ed agire in modo inappropriato rispetto al proprio stato di salute, malgrado un medico abbia offerto una spiegazione ragionevole sulla terapia appropriata, potrebbero correlarsi a maggiori recidive nell’abuso della sostanza. Partendo da questa ipotesi, è stato organizzato un protocollo che indagasse la correlazione tra l’atteggiamento dei pazienti nei confronti della propria dipendenza da alcol e la percentuale di ricadute a distanza di un anno dalla disintossicazione effettuata presso una struttura ospedaliera.

La ricerca presenta i risultati di uno studio correlazionale nel quale si evidenzia che coloro che non sono ricaduti a distanza di un anno, hanno ottenuto punteggi più alti relativamente alla percezione psicologica e somatica della malattia-alcolismo. Pertanto chi presenta una maggiore consapevolezza degli aspetti psicologici e gli effetti sull’organismo dell’alcolismo, mostra una maggiore probabilità di non ricadere nella dipendenza dopo un percorso di disintossicazione anche a distanza di un anno.