Il pigmalione che è in te…..

Dott.ssa Veronica Della Noce

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Le origini del coaching sono ascrivibili ad un professore universitario di Harvard

Il coaching rappresenta una metodologia centrata sulla persona tesa alla sua valorizzazione attraverso un processo di:

  •  consapevolezza della propria situazione di vita attuale;
  •  definizione di ciò a cui si ambisce: obiettivi;
  •  sviluppo delle potenzialità caratterizzanti;
  •  individuazione di un piano d’azione;
  •  superamento di ostacoli interni.

Il coach, quindi, è colui/colei che determina o favorisce la creazione di unarelazione facilitante col coachee ( sia persona, coppia, gruppo o organizzazione)

La parola coaching richiama sia il concetto di allenamento, sia quello di accompagnamento ed è proprio ciò che fornisce tale intervento centrato sulla persona, gruppo, organizzazione.

nonché giocatore ed istruttore di tennis, Timothy Gallwey il quale nel 1974 col suo libro the Inner Game introduce il concetto di interferenze interiori per esprimere quanto la performance ottimale possa essere raggiunto riducendo al minimo gli ostacoli interni. Celebre è la frase di T. Gallwey “l’avversario che si nasconde nella nostra mente è molto più forte di quello che troviamo dall’altra parte della rete”.

Le origini del coaching sono ascrivibili ancora ad un pilota inglese di automobilismo diventato poi consulente aziendale, John Whitmore il quale colpito dal libro di Gallwey, collaborando con lui organizzò corsi di formazione negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Elaborò un metodo chiamato GROW ampiamente espresso nel suo libro “Coaching for Performance” pubblicato nel 1992, rappresenta il libro sul coaching più venduto al mondo.

Per quanto concerne il filone psicologico, dal quale il coaching assume un’importanza più strutturale, si fa riferimento alla psicologia positiva di Martin Selligman fine anni ’90. Si ricorda il lavoro di Selligman e Peterson del 2004 sulla classificazione delle virtù universali e delle potenzialità personali.